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5. Ridurre l'inquinamento

Un'attività economica non deve determinare un aumento delle emissioni di inquinanti nell'aria, nell'acqua o nel suolo.

I VANTAGGI DEI SISTEMI IBRIDI

Meno concimi, pesticidi, più aria ed acqua pulitaMeno concimi, pesticidi, più aria ed acqua pulita

Un sistema ibrido efficace deve ridurre l'inquinamento derivante dall'uso di fertilizzanti e pesticidi di sintesi, applicando i principi dell'agricoltura rigenerativa che, inoltre, rende le piante più produttive, resilienti e favorisce un rapido recupero da un frequente calpestio. In questo modo, si possono ottenere risultati ottimali senza l'uso di pesticidi per prevenire o curare le avversità biotiche, perché è noto che con un piano nutrizionale equilibrato, il sistema immunitario delle piante si rafforza per resistere e superare tutti gli stress. Infine, l'erba naturale protegge il terreno dall'erosione e lo purifica attraverso l'attività biologica associata alle radici. Inoltre, agisce come un filtro naturale permettendo alle falde acquifere di ricaricarsi di acqua pulita mentre, attraverso la traspirazione, cattura gli inquinanti e le polveri sottili, purificando l'aria e, per giunta, abbassa la temperatura riducendo l'effetto di isola calda.

Sui campi completamente sintetici, invece, oltre all'inquinamento provvocato dalla dispersione delle microplastiche, vietate dalla recente normative REACH, il sudore, gli sputi ed il sangue dei giocatori deve essere rimosso tramite la sanificazione periodica facendo uso di prodotti chimici. La LND consiglia questa operazione ogni due mesi ma ovviamente dipende dalla frequenza d'uso del campo e dalla frequenza delle piogge. 

I SISTEMI IBRIDI E LA TASSONOMIA VERDE

Estraendo quanto ritenuto pertinente ai campi sportivi, l’articolo 14 del regolamento UE 2020/852  cita quanto segue:

1. Si considera che un’attività economica dà un contributo sostanziale alla prevenzione e alla riduzione dell’inquinamento se contribuisce in modo sostanziale alla protezione dell’ambiente dall’inquinamento mediante:
a) la prevenzione o, qualora ciò non sia possibile, la riduzione delle emissioni inquinanti nell’aria, nell’acqua o nel suolo, diverse dai gas a effetto serra;
b) il miglioramento del livello di qualità dell’aria, dell’acqua o del suolo nelle zone in cui l’attività economica si svolge, riducendo contemporaneamente al minimo gli effetti negativi per la salute umana e l’ambiente o il relativo rischio;
c) la prevenzione o la riduzione al minimo di qualsiasi effetto negativo sulla salute umana e sull’ambiente legati alla produzione e all’uso o allo smaltimento di sostanze chimiche;

GLI ESPERTI CONCORDANO

  1. Disponendo di un sistema ibrido resiliente che permette all'erba naturale di riprendersi rapidamente, si ha più tempo per ottimizzare gli insegnamenti dell'agricoltura rigenerativa senza il rischio di perdere una partita. Queste nuove conoscenze fanno parte della manutenzione ecologica del sistema ibrido dal 2018 e privilegiano l'uso di prodotti naturali con azoto organico nutrendo indirettamente la pianta attraverso l'attività di scambio biologico della catena alimentare naturale, riducendo così il rischio di disperdere i nutrienti nell'aria in caso di siccità oppure nelle falde acquifere in caso di forti precipitazioni. Inoltre, la concimazione liquida, che è considerata più efficace fino a 6 volte dal punto di vista nutrizionale, viene frazionata in piccole dosi (spoon-feeding), evitando anche la lisciviazione dei nutrienti nelle falde acquifere
  2. L'erba naturale coltivata con il metodo dell'agricoltura rigenerativa diventa più resiliente agli stress biotici ed abiotici quindi è possibile ridurre drasticamente l'uso di pesticidi per combattere o prevenire malattie fungine e infestazioni da larve erbivore. Inoltre, la presenza della speciale rete nel supporto del tappeto ibrido limita drasticamente la crescita delle radici delle infestanti dicotiledoni riducendo la necessità d'uso di diserbanti selettivi.
  3. Le radici aggregano le particelle del suolo, proteggendolo dall'erosione e mantenendo la struttura del terreno sciolta e aperta, con molti pori in cui l'acqua può penetrare. Grazie alla rete di supporto del tappeto ibrido che riduce il calpestio, le radici crescono vigorose favorite anche dall’associazione virtuosa dei microorganismi che fungono insieme come un filtro naturale che purifica l’acqua piovana per la ricarica delle falde con acqua potabile.
  4. È noto che alberi, arbusti e l'erba naturale nelle aree urbane riducono i livelli di contaminanti nell'aria. Johnson e Newton (1996) hanno stimato che 2.000 m2 di erba non tagliata possono rimuovere fino a 4.000 kg di particolato dalle foglie e dagli steli. Per analogia un prato tagliato per l'uso sportivo può rimuovere una simile quantità perché aumenta la sua densità, per merito anche di una coltivazione costante, purificando l'aria dagli inquinanti presenti nell’atmosfera: polveri sottili (PM10 e PM2.5) e gas (monossido di carbonio, biossido d’azoto, anidride solforosa, ozono, ecc.).

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