Per il green

Vantaggi Ambientali

Un'attività economica non deve portare a significative emissioni di gas serra (GHG)

1. Mitigazione emissioni Gas Serra

I vantaggi dei sistemi ibridi

Il valore dei crediti verdi

Un efficace sistema ibrido utilizza il sughero naturale che è rinnovabile; inoltre, i prodotti di consumo (concimi organici e compost), per stimolare la crescita dell'erba naturale, sono di provenienza sostenibile.  Fin dalla semina e per tutta la fase di uso e manutenzione, l'erba naturale cattura, conserva e utilizza una maggiore quantità di CO2 per merito dell'applicazione degli insegnamenti dell'agricoltura rigenerativa. L'uomo ha un impatto minimo sul vapore acqueo, che dipende principalmente dal ciclo naturale dell'acqua, ma poiché le piante, attraverso la traspirazione, rilasciano nell'aria vapore acqueo a una temperatura più bassa, questo raffredda l'aria e riduce l'effetto isola di calore, contribuendo al comfort di atleti e spettatori.

Nei campi completamente sintetici, invece, l'uso del sughero oppure di altri granuli vegetali si preserva per un breve periodo perché si frantuma dal gioco oppure viene asportato dall'acqua e dal vento. Le operazioni di reintegro, di spazzolatura e di ariggiatura hanno un impatto negativo senza alcuna compensazione delle emissioni della CO2 ed infine, contribuisce all'aumento dell'effetto isola di calore.

I sistemi ibridi e la tassonomia verde

Estraendo quanto ritenuto pertinente ai campi sportivi, l’articolo 10 del regolamento UE 2020/852 cita quanto segue:

1. Si considera che un’attività economica dà un contributo sostanziale alla mitigazione dei cambiamenti climatici se contribuisce in modo sostanziale a stabilizzare le concentrazioni di gas a effetto serra nell’atmosfera al livello che impedisce pericolose interferenze di origine antropica con il sistema climatico in linea con l’obiettivo di temperatura a lungo termine dell’accordo di Parigi evitando o riducendo le emissioni di gas a effetto serra o aumentando l’assorbimento dei gas a effetto serra, anche attraverso prodotti o processi innovativi mediante:
d) il passaggio all’uso di materiali rinnovabili di origine sostenibile;
e) l’aumento del ricorso alle tecnologie, non nocive per l’ambiente, di cattura e utilizzo del carbonio (
carbon capture and utilisation — CCU) e di cattura e stoccaggio del carbonio (carbon capture and storage — CCS), che consentono una riduzione netta delle emissioni di gas a effetto serra;
f) il potenziamento dei pozzi di assorbimento del carbonio nel suolo, anche attraverso attività finalizzate … all’agricoltura rigenerativa;
i) il sostegno di una delle attività elencate ai punti da a) ad h) del presente paragrafo in conformità dell’articolo 16.

L’articolo 16 della suddetta norma cita quanto segue:

Si considera che un’attività economica contribuisce in modo sostanziale a uno o più degli obiettivi ambientali enunciati all’articolo 9 se consente direttamente ad altre attività di apportare un contributo sostanziale a uno o più di tali obiettivi, a condizione che:
a) non porti a un blocco dei beni che compromettano gli obiettivi ambientali a lungo termine, considerando la durata economica di tali beni; e
b) abbia un significativo impatto positivo per l’ambiente, sulla base di considerazioni relative al ciclo di vita.


GLI ESPERTI CONCORDANO

  1. Realizzando un campo da gioco, per raggiungere questo obiettivo bisogna fare un elenco dei materiali, il tempo impiegato dai macchinari ed i consumi per la costruzione e per la manutenzione per tutto il ciclo di vita del campo, tenuto conto delle emissioni dirette e indirette. L'utilizzo della granella di sughero, aggregata nel substrato di crescita dell'erba all'interno del tappeto ibrido, ne consente la conservazione per una durata ben superiore al tempo necessario alla pianta per riprodurla (generalmente ogni 10 anni). Il compost utilizzato nella fase di semina e l'uso di fertilizzanti organici nazionali riducono le emissioni legate al trasporto di fertilizzanti sintetici spesso importati da oltreoceano.
  2. Le emissioni dirette sono quelle relative alle tre fasi di a) costruzione, b) manutenzione e c) smaltimento del campo, quindi, bisogna tenere conto il tempo d’impiego dei macchinari utilizzati ed il consumo energetiche (energia elettrica e carburante) a ciascuna di queste fasi. Le emissioni nella prima e terza fase vanno suddivise su tutta la vita utile del campo da gioco. Le emissioni indirette sono quelle relative alla estrazione o fabbricazione dei materiali, la quantità necessaria impiegata nel progetto, la distanza dal luogo di origine che durante la progettazione possono influenzare la scelta di un materiale rispetto ad un altro. Il sistema ibrido fa un uso limitato di minerali estratti, privilegia l'utilizzo di sabbie silicee adatte alla crescita dell'erba naturale, nello stato in cui si trovano nel sito estrattivo vicino al campo, per ridurre i costi e l'impatto del trasporto, e in generale l'intero sistema è progettato per offrire una durata doppia rispetto a un sistema interamente sintetico. Durante la fase di utilizzo e manutenzione, gran parte degli interventi rientra nella manutenzione programmata dove sono applicabili macchine a batteria, mentre la manutenzione straordinaria per la sostituzione del manto erboso è stimata dopo almeno vent'anni. Durante la fase di dismissione, gran parte del materiale è riutilizzabile per la costruzione di un manto erboso resistente al calpestio, riducendo i costi e le emissioni associate allo smaltimento.
  3. Un sistema in erba ibrida efficace curato con gli insegnamenti dell'agricoltura rigenerativa potenzia la fotosintesi dell'erba naturale e cattura maggiormente la CO2 grazie alla coltivazione intensiva del tappeto erboso. Il metodo contribuisce ad una maggiore produzione di zuccheri, che in parte cede ai microrganismi associati alla crescita delle piante che rendono l'ecosistema prato e microorganismi un pozzo di assorbimento del carbonio nel suolo.
  4. Aumentando il potenziale della fotosintesi si aumenta il contributo anche all’abbassamento della temperatura atmosferica sia perché viene ridotta la concentrazione del CO2 in atmosfera sia per quanto attribuito al vapore acqueo (H2O). Infatti, le piante, attraverso la traspirazione dell’acqua, svolgono un’azione importante di rinfrescamento dell’aria giorno e notte. L’utilità delle piante nel mitigare il clima urbano è considerata la strategia più economica per contrastare la crescita della cosiddetta “isola calda”.

2. Adattamento ai cambiamenti climatici

I vantaggi dei sistemi ibridi

L'acqua non deve ristagnare in superficie

Un'attività economica non deve determinare un maggiore impatto negativo al clima attuale e futuro, sull'attività stessa o sulle persone, sulla natura o sui beni.

Un sistema ibrido efficace comprende un supporto artificiale che riduce la compattazione del terreno, fornisce un punto di ancoraggio per le radici, riduce l'evaporazione dell'acqua e fornisce un effetto isolante che attenua gli sbalzi di temperatura nel substrato di crescita inferiore per proteggere le radici che aggregano tutto insieme. Inoltre, comprende un substrato filtrante con ammendanti minerali e un sistema di drenaggio per assorbire rapidamente dalla superficie ma, allo stesso tempo, trattenere e immagazzinare l'acqua piovana per riutilizzarla direttamente per la crescita dell'erba. Tutti elementi che garantiscono la resilienza ai cambiamenti climatici nonostante l'uso frequente del campo per partite e allenamenti.

Il sistema non subisce danni da alluvione e, in caso di siccità prolungata o di caldo eccessivo, è facilmente recuperabile senza subire danni irreversibili perché la fibra è protetta dall'erba in superficie e, anche se può subire qualche danno, il campo rimane giocabile e il prato è facile da rigenerare.

Nei campi completamente sintetici, invece, gli allagamenti possono facilmente rimuovere l'intaso e persino spostare il tappeto, il calore eccessivo causa l'invecchiamento prematuro della fibra sintetica riducendo la resistenza ai raggi UV e la siccità può rendere l'intaso organico idrofobo e più suscettibile al calpestio.

3. Protezione dei corpi idrici

I vantaggi dei sistemi ibridi

Uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e marine

Un'attività economica non deve essere dannosa per il buono stato dei corpi idrici (superficiali, sotterranei o marini) e determinare il deterioramento qualitativo o la riduzione del potenziale ecologico.

Il sistema ibrido naturale non contiene granuli di gomma che potrebbero inquinare i corpi idrici superficiali in caso di inondazione e presenta una ricca vegetazione erbosa che, nonostante il frequente calpestio, impedisce l'erosione del sistema e favorisce la ricarica dei corpi idrici con acqua pulita. In combinazione con la manutenzione ecologica, si fa un uso limitato di pesticidi e fertilizzanti sintetici, evitando l'inquinamento delle falde acquifere. Inoltre, l'attività biologica e la sostanza organica vengono aumentate trattenendo nella rizosfera una quantità maggiore delle prime piogge, contribuendo a ripristinare il ciclo naturale dell'acqua, riducendo l'evaporazione e la necessità di irrigazione supplementare.

Nei campi completamente sintetici, invece, il materiale di riempimento è steso sciolto sulla superficie; il supporto del tappeto artificiale ha una quantità limitata di fori (circa 70/mq) per cui, in base al peso specifico, i granuli prestazionali tendono a galleggiare e ad essere trasportati con l'acqua in caso di forti piogge. Il tappeto artificiale poggia sul terreno grazie al peso dell'intaso e, in caso di alluvione, il sistema può subire danni a causa dello spostamento del tappeto e dell'intaso. L'attività biologica è bassa e, secondo gli esperti, richiede una sanificazione ogni due mesi, mentre l'acqua applicata con l'irrigazione evapora rapidamente nelle giornate di sole. Il sottofondo è progettato con aggregati drenanti e sabbia frantumata in superficie che, se funziona correttamente, tende a trasportare l'acqua piovana direttamente in fogna, gravando sulla portata della rete fognaria comunale. In caso di calcificazione della sabbia dell'ultimo strato di sottofondo, si ha un aumento del flusso superficiale sul tappeto artificiale, che favorisce la fluttuazione dell'intaso.

I sistemi ibridi e la tassonomia verde

Leggendo la normativa abbiamo estratto quanto ritenuto pertinente ai campi sportivi: l’articolo 12 del regolamento UE 2020/852  cita quanto segue:

1. Si considera che un’attività economica dà un contributo sostanziale all’uso sostenibile e alla protezione delle acque e delle risorse marine se contribuisce in modo sostanziale a conseguire il buono stato dei corpi idrici, compresi i corpi idrici superficiali e quelli sotterranei, o a prevenire il deterioramento di corpi idrici che sono già in buono stato, oppure dà un contributo sostanziale al conseguimento del buono stato ecologico delle acque marine o a prevenire il deterioramento di acque marine che sono già in buono stato ecologico mediante: 
a) la protezione dell’ambiente dagli effetti negativi degli scarichi di acque reflue urbane e industriali, compresi i contaminanti che destano nuove preoccupazioni, quali i prodotti farmaceutici e le microplastiche, per esempio assicurando la raccolta, il trattamento e lo scarico adeguati delle acque reflue urbane e industriali;
c) il miglioramento della gestione e dell’efficienza idrica, anche proteggendo e migliorando lo stato degli ecosistemi acquatici, promuovendo l’uso sostenibile dell’acqua attraverso la protezione a lungo termine delle risorse idriche disponibili, anche mediante misure quali il riutilizzo dell’acqua, assicurando la progressiva riduzione delle emissioni inquinanti nelle acque sotterranee e di superficie, contribuendo a mitigare gli effetti di inondazioni e siccità, o mediante qualsiasi altra attività che protegga o migliori lo stato qualitativo e quantitativo dei corpi idrici;


GLI ESPERTI CONCORDANO

  1. Nei campi sportivi sintetici, il rischio di inquinamento dei corpi idrici è legato alla dispersione di microplastiche (pezzi più piccoli di 5 mm) causata dalla presenza di granuli di gomma nell'intaso e dalla frantumazione delle fibre sintetiche in seguito al gioco intenso e all'esposizione al sole. Il sistema ibrido tipo POWERgrass non contiene granuli di gomma che si possono disperdere nei corsi d’acqua mentre le fibre sintetiche sono protette dai raggi UV del sole e dall’usura eccessiva provocata dall’attività di gioco per merito dell’erba naturale che copre a sua volta l’erba sintetica.
  2. Nei campi sportivi naturali, l’utilizzo di fertilizzanti di sintesi, pesticidi e liquami provenienti dagli allevamenti inquinano i corsi d’acqua per via del dilavamento del terreno. La POWERgrass promuove la diffusione dell’agricoltura rigenerativa per la manutenzione dell’erba naturale perché oltre ad essere maggiormente efficace rende il prato resiliente agli stress biotici ed abiotici, senza farne l’uso di pesticidi. L’apporto dei nutrienti è ridotto al 50% e, in aggiunta, privilegiando la concimazione liquida di rapido assorbimento dalle piante, si previene il rischio d'inquinamento dei corpi idrici.
  3. Catturare e sequestrare la CO2 comporta un aumento della sostanza organica nel terreno per merito di una ricca attività biologica associata alle radici che, a sua volta, consente di immagazzinare e purificare una maggiore quantità di acqua piovana mitigando anche i fenomeni di siccità. Inoltre, le microfessure di sabbia praticate nel terreno esistente, favoriscono l’immagazzinamento dell’acqua nel suolo per il successivo riutilizzo diretto dalle radici dell’erba naturale e rendono il prato meno dipendente dall’irrigazione. Nelle zone dove persistono lunghi periodi di siccità alternati da piogge copiose l’istallazione di grandi serbatoi di accumulo consentono di conservare l’acqua piovana per l’uso irriguo. 
  4. Il campo POWERgrass è dotato di sonde di monitoraggio delle condizioni di crescita nel suolo e del meteo fornendo preziose informazioni per la gestione dell’impianto d’irrigazione e prevenire stress idrici ed ottimizzare i consumi. L’impianto d’irrigazione è dotato da una centralina di controllo, anche da remoto, per rendere maggiormente flessibile la variazione della programmazione in funzione ai repentini cambiamenti climatici.
  5. In alcune zone, i cambiamenti climatici sono spesso caratterizzati dall'alternanza di periodi di siccità e di forti piogge che causano inondazioni. Nel sistema ibrido, il materiale di riempimento è costituito principalmente da sabbia che non galleggia, le radici dell'erba si ancorano alla rete del supporto artificiale e aggregano il sistema al terreno sottostante insieme alle fibre sintetiche e non subisce alcun danno di erosione in caso di inondazioni.

4. Transizione all'economia circolare

I vantaggi del sistema ibrido

Immagine: Economia-lineare-versus-economia-circolare

Un'attività economica non deve portare a significative inefficienze nell'utilizzo di materiali recuperati o riciclati, ad incrementi nell'uso diretto o indiretto di risorse naturali, all’incremento significativo di rifiuti, al loro incenerimento o smaltimento, causando danni ambientali significativi a lungo termine.

Un sistema ibrido efficace deve puntare a zero rifiuti, ridurre la necessità di estrazione e produzione di materiali e, ove possibile, privilegiare l'uso di prodotti riciclati, riciclabili o rinnovabili provenienti da fonti sostenibili. Inoltre, deve prevedere l'estensione della vita utile del sistema integrando un piano di manutenzione efficace e rispettoso dell'ambiente per l'intero ciclo di vita del sistema, ridurre i rischi di danni e i costi associati alla manutenzione non programmata e, al termine della sua vita utile, prevedere il riutilizzo del sistema e/o dei suoi vari componenti nelle vicinanze del sito di installazione.

Sui campi completamente sintetici, invece, il riutilizzo della sabbia di intaso è difficile perché, alla fine del suo ciclo di vita, la sabbia si mescola alla gomma durante la rimozione del sistema. Per poter riutilizzare la sabbia nel nuovo sistema, dopo la separazione dalla gomma, che dovrà essere obbligatoriamente rimossa da tutti i campi erbosi sintetici entro il 16 ottobre 2031, essa dovrà essere separata, essiccata attraverso la lavorazione in impianti complessi e poi ricertificata, il che renderebbe il suo costo esorbitante. Alla fine del suo ciclo di vita, il tappeto sintetico non ha valore commerciale, né tantomeno un uso sicuro per l'ambiente, quindi, non è riutilizzabile perché la fibra perde la sua resistenza ai raggi UV dopo 1.300 Kly di esposizione al sole e può facilmente rompersi, producendo microplastiche. Il riciclaggio dei tappeti artificiali è complesso e costoso anche perché il più delle volte include adesivi termoindurenti come il lattice o il poliuretano per fissare le fibre al supporto, che rendono impossibile la fusione di tutto il materiale.

I sistemi ibridi e la tassonomia verde

Estraendo quanto ritenuto pertinente ai campi sportivi, l’articolo 13 del regolamento UE 2020/852  cita quanto segue:

1. Si considera che un’attività economica dà un contributo sostanziale alla transizione verso un’economia circolare, compresi la prevenzione, il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti, se:
a) utilizza in modo più efficiente le risorse naturali, compresi i materiali a base biologica di origine sostenibile e altre materie prime, nella produzione, anche attraverso:
     i) la riduzione dell’uso di materie prime primarie o aumentando l’uso di sottoprodotti e materie prime secondarie; o
    ii) misure di efficienza energetica e delle risorse;
b) aumenta la durabilità, la riparabilità, la possibilità di miglioramento o della riutilizzabilità dei prodotti, in particolare nelle attività di progettazione e di fabbricazione;
c) aumenta la riciclabilità dei prodotti, compresa la riciclabilità dei singoli materiali ivi contenuti, anche sostituendo o riducendo l’impiego di prodotti e materiali non riciclabili, in particolare nelle attività di progettazione e di fabbricazione;
d) riduce in misura sostanziale il contenuto di sostanze pericolose e sostituisce le sostanze estremamente preoccupanti in materiali e prodotti in tutto il ciclo di vita, in linea con gli obiettivi indicati nel diritto dell’Unione, anche rimpiazzando tali sostanze con alternative più sicure e assicurando la tracciabilità dei prodotti;
e) prolunga l’uso dei prodotti, anche attraverso il riutilizzo, la progettazione per la longevità, il cambio di destinazione, lo smontaggio, la rifabbricazione, la possibilità di miglioramento e la riparazione, e la condivisione dei prodotti;
f) aumenta l’uso di materie prime secondarie e il miglioramento della loro qualità, anche attraverso un riciclaggio di alta qualità dei rifiuti;
g) previene o riduce la produzione di rifiuti, anche la produzione di rifiuti derivante dall’estrazione di minerali e dalla costruzione e demolizione di edifici;
h) aumenta la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti;
j) riduce al minimo l’incenerimento dei rifiuti ed evita lo smaltimento dei rifiuti, compresa la messa in discarica, conformemente ai principi della gerarchia dei rifiuti;
k) evita e riduce la dispersione di rifiuti;


GLI ESPERTI CONCORDANO

  1. Il sistema di erba ibrida richiede una moderata quantità di risorse di estrazione perché è possibile installare il sistema sopra il terreno agricolo esistente, realizzando un sistema di drenaggio verticale, incrociando le trincee diagonali con le tubazioni microforate con le fessure di sabbia. Per la crescita di un prato altamente fruibile è sufficiente disporre uno strato di sabbia ammendata di 12 cm disposta 2/3 nella parte inferiore del sottofondo e 1/3 dentro il tappeto ibrido.
  2. Il sistema ibrido ha integrato nello strato di sabbia il sughero gentile per preservare la morbidezza del sistema e aumentare la resistenza alla compattazione della superficie, materiale rinnovabile dalle piante in modo sostenibile perché non richiedono cure particolari dall'uomo. Inoltre, è possibile chiedere che il tappeto ibrido sia realizzato in parte da materiale riciclato ed utilizzare il compost di produzione locale per favorire lo sviluppo e la crescita per tutto il ciclo di vita dell'erba naturale.
  3. Grazie a una manutenzione programmata che prevede il rinnovo continuo dell'erba naturale, è possibile prolungare la durata del sistema a tappeto ibrido fino a 2 o 3 volte rispetto a un campo sintetico, perché l'erba naturale copre e protegge le fibre del tappeto ibrido dall'usura del gioco e dall'invecchiamento causato dai raggi UV. Rispetto a un campo in erba naturale, la presenza del tappeto ibrido garantisce un campo sempre giocabile ed evita anche interventi di manutenzione urgenti e/o costosi fuori stagione, come ad esempio la sostituzione del manto erboso nei campi in erba naturale, che ha un impatto negativo sull'ambiente.
  4. A fine ciclo di vita il sottofondo drenante è facilmente rigenerabile con lavorazioni meccaniche, mentre la sabbia di intaso può essere riutilizzata nel sottofondo ma è anche riutilizzabile per i prati dei parchi pubblici, azzerando i costi di smaltimento in discarica. Il tappeto ibrido ha un impatto trascurabile sulla produzione di rifiuti perché, oltre a consentire una durata di 2 o 3 volte, è sempre riutilizzabile per usi simili dove è necessario un minore rinforzo del prato, come nel giardino di una scuola, in un parco pubblico o nei bordi delle strade per contenere l'erosione del suolo.

Nota bene: cliccare per approfondimenti sui principi dell'economia circolare.

5. Ridurre l'inquinamento

I vantaggi dei sistemi ibridi

Meno concimi, pesticidi, più aria ed acqua pulita

Un'attività economica non deve determinare un aumento delle emissioni di inquinanti nell'aria, nell'acqua o nel suolo.

Un sistema ibrido efficace deve ridurre l'inquinamento derivante dall'uso di fertilizzanti e pesticidi di sintesi, applicando i principi dell'agricoltura rigenerativa che, inoltre, rende le piante più produttive, resilienti e favorisce un rapido recupero da un frequente calpestio. In questo modo, si possono ottenere risultati ottimali senza l'uso di pesticidi per prevenire o curare le avversità biotiche, perché è noto che con un piano nutrizionale equilibrato, il sistema immunitario delle piante si rafforza per resistere e superare tutti gli stress. Infine, l'erba naturale protegge il terreno dall'erosione e lo purifica attraverso l'attività biologica associata alle radici. Inoltre, agisce come un filtro naturale permettendo alle falde acquifere di ricaricarsi di acqua pulita mentre, attraverso la traspirazione, cattura gli inquinanti e le polveri sottili, purificando l'aria e, per giunta, abbassa la temperatura riducendo l'effetto di isola calda.

Sui campi completamente sintetici, invece, oltre all'inquinamento provvocato dalla dispersione delle microplastiche, vietate dalla recente normative REACH, il sudore, gli sputi ed il sangue dei giocatori deve essere rimosso tramite la sanificazione periodica facendo uso di prodotti chimici. La LND consiglia questa operazione ogni due mesi ma ovviamente dipende dalla frequenza d'uso del campo e dalla frequenza delle piogge.

I sistemi ibridi e la tassonomia verde

Estraendo quanto ritenuto pertinente ai campi sportivi, l’articolo 14 del regolamento UE 2020/852 cita quanto segue:

1. Si considera che un’attività economica dà un contributo sostanziale alla prevenzione e alla riduzione dell’inquinamento se contribuisce in modo sostanziale alla protezione dell’ambiente dall’inquinamento mediante:
a) la prevenzione o, qualora ciò non sia possibile, la riduzione delle emissioni inquinanti nell’aria, nell’acqua o nel suolo, diverse dai gas a effetto serra;
b) il miglioramento del livello di qualità dell’aria, dell’acqua o del suolo nelle zone in cui l’attività economica si svolge, riducendo contemporaneamente al minimo gli effetti negativi per la salute umana e l’ambiente o il relativo rischio;
c) la prevenzione o la riduzione al minimo di qualsiasi effetto negativo sulla salute umana e sull’ambiente legati alla produzione e all’uso o allo smaltimento di sostanze chimiche;


GLI ESPERTI CONCORDANO

  1. Disponendo di un sistema ibrido resiliente che permette all'erba naturale di riprendersi rapidamente, si ha più tempo per ottimizzare gli insegnamenti dell'agricoltura rigenerativa senza il rischio di perdere una partita. Queste nuove conoscenze fanno parte della manutenzione ecologica del sistema ibrido dal 2018 e privilegiano l'uso di prodotti naturali con azoto organico nutrendo indirettamente la pianta attraverso l'attività di scambio biologico della catena alimentare naturale, riducendo così il rischio di disperdere i nutrienti nell'aria in caso di siccità oppure nelle falde acquifere in caso di forti precipitazioni. Inoltre, la concimazione liquida, che è considerata più efficace fino a 6 volte dal punto di vista nutrizionale, viene frazionata in piccole dosi (spoon-feeding), evitando anche la lisciviazione dei nutrienti nelle falde acquifere
  2. L'erba naturale coltivata con il metodo dell'agricoltura rigenerativa diventa più resiliente agli stress biotici ed abiotici quindi è possibile ridurre drasticamente l'uso di pesticidi per combattere o prevenire malattie fungine e infestazioni da larve erbivore. Inoltre, la presenza della speciale rete nel supporto del tappeto ibrido limita drasticamente la crescita delle radici delle infestanti dicotiledoni riducendo la necessità d'uso di diserbanti selettivi.
  3. Le radici aggregano le particelle del suolo, proteggendolo dall'erosione e mantenendo la struttura del terreno sciolta e aperta, con molti pori in cui l'acqua può penetrare. Grazie alla rete di supporto del tappeto ibrido che riduce il calpestio, le radici crescono vigorose favorite anche dall’associazione virtuosa dei microorganismi che fungono insieme come un filtro naturale che purifica l’acqua piovana per la ricarica delle falde con acqua potabile.
  4. È noto che alberi, arbusti e l'erba naturale nelle aree urbane riducono i livelli di contaminanti nell'aria. Johnson e Newton (1996) hanno stimato che 2.000 m2 di erba non tagliata possono rimuovere fino a 4.000 kg di particolato dalle foglie e dagli steli. Per analogia un prato tagliato per l'uso sportivo può rimuovere una simile quantità perché aumenta la sua densità, per merito anche di una coltivazione costante, purificando l'aria dagli inquinanti presenti nell’atmosfera: polveri sottili (PM10 e PM2.5) e gas (monossido di carbonio, biossido d’azoto, anidride solforosa, ozono, ecc.).

6. Biodiversità ed ecosistemi

I vantaggi dei ssitemi ibridi

I campi ibridi contribuiscono alla svolta

Un'attività economica non deve essere dannosa per le buone condizioni e resilienza degli ecosistemi o per lo stato di conservazione degli habitat e delle specie, comprese quelle di interesse per l'Unione.

Il tappeto ibrido comprende un supporto orizzontale sotto forma di rete tridimensionale, in cui sono cucite le fibre sintetiche, il quale favorisce lo scambio gassoso e il passaggio delle radici, ma limita la compattazione del substrato inferiore e la migrazione della sabbia nel supporto per evitare che si intasi. In questo modo, permette alle radici e ai microrganismi associati di proliferare e migliorare la biodiversità indipendentemente dall'uso intensivo della superficie di gioco, creando un ecosistema naturale e resiliente.

Sui campi completamente sintetici è facile capire che il danno alla biodiversità è irreversibile e che l'impatto all'ecosistema è negativo. Se questa è l'unica soluzione praticabile, devono essere previste opere compensative (piantumazione di alberi e costruzione di prati) con un impatto ambientale 2 volte la superficie di verde pubblico attrezzato che viene rimossa per la costruzione del campo sintetico.

Un sistema ibrido innovativo ed efficace, con bassi costi di manutenzione, è il modo per recuperare e migliorare la biodiversità del suolo e avere allo stesso tempo un campo altamente utilizzabile.

I sistemi ibridi e la tassonomia verde

Estraendo quanto ritenuto pertinente ai campi sportivi, l’articolo 15 del regolamento UE 2020/852  cita quanto segue:

1. Si considera che un’attività economica dà un contributo sostanziale alla protezione e al ripristino della biodiversità e degli ecosistemi se contribuisce in modo sostanziale a proteggere, conservare o ripristinare la biodiversità o a conseguire la buona condizione degli ecosistemi, o a proteggere gli ecosistemi che sono già in buone condizioni, mediante:
b) l’uso e la gestione sostenibile del territorio, anche attraverso l’adeguata protezione della biodiversità del suolo, la neutralità in termini di degrado del suolo e la bonifica dei siti contaminati;
c) pratiche agricole sostenibili, comprese quelle che contribuiscono a migliorare la biodiversità oppure ad arrestare o prevenire il degrado del suolo e degli altri ecosistemi, la deforestazione e la perdita di habitat;
e) il sostegno di una delle attività elencate alle lettere da a) a d) del presente paragrafo, in conformità dell’articolo 16.


GLI ESPERTI CONCORDANO

  1. Il supporto del tappeto ibrido riduce il compattamento del substrato sottostante, fornisce un'elevata circolazione dell'aria e un punto di ancoraggio per le radici, che penetrano nel substrato e sono protette dagli stress abiotici (calore, freddo, siccità). Riducendo gli effetti negativi del frequente calpestio da parte del gioco, si favorisce l'attività delle radici sotto il tappeto ibrido, che subiscono meno stress meccanici e biotici.
  2. La crescita dell'erba naturale nel sistema ibrido è favorita dalla coltivazione intensiva, perché l'erba deve riprendersi da eventuali danni causati dalla partita. In questo contesto, l'erba naturale viene coltivata con il metodo dell'agricoltura rigenerativa, che mira ad aumentare ulteriormente l'attività biologica nella rizosfera senza l'uso di pesticidi e proteggendo la biodiversità del suolo.
  3. Inoltre, è noto che con l'applicazione del metodo dell'agricoltura rigenerativa è possibile ripristinare rapidamente e in poche settimane la biodiversità perduta nella rizosfera di un campo costipato, a partire dall'attenuazione della compattazione. Successivamente, innescando un circolo virtuoso con la concimazione fogliare, che è il modo più rapido per stimolare la crescita dell'erba, è possibile produrre zuccheri per nutrire i microrganismi, nostri alleati associati all'attività radicale, che aumentando la loro popolazione sono in grado di svolgere il lavoro di cui le piante hanno bisogno, migliorando la biodiversità e la resilienza dell'ecosistema del suolo.