Un efficace sistema ibrido utilizza il sughero naturale che è rinnovabile; inoltre, i prodotti di consumo (concimi organici e compost), per stimolare la crescita dell'erba naturale, sono di provenienza sostenibile. Fin dalla semina e per tutta la fase di uso e manutenzione, l'erba naturale cattura, conserva e utilizza una maggiore quantità di CO2 per merito dell'applicazione degli insegnamenti dell'agricoltura rigenerativa. L'uomo ha un impatto minimo sul vapore acqueo, che dipende principalmente dal ciclo naturale dell'acqua, ma poiché le piante, attraverso la traspirazione, rilasciano nell'aria vapore acqueo a una temperatura più bassa, questo raffredda l'aria e riduce l'effetto isola di calore, contribuendo al comfort di atleti e spettatori.
Nei campi completamente sintetici, invece, l'uso del sughero oppure di altri granuli vegetali si preserva per un breve periodo perché si frantuma dal gioco oppure viene asportato dall'acqua e dal vento. Le operazioni di reintegro, di spazzolatura e di ariggiatura hanno un impatto negativo senza alcuna compensazione delle emissioni della CO2 ed infine, contribuisce all'aumento dell'effetto isola di calore.
Estraendo quanto ritenuto pertinente ai campi sportivi, l’articolo 10 del regolamento UE 2020/852 cita quanto segue:
L’articolo 16 della suddetta norma cita quanto segue:
GLI ESPERTI CONCORDANO
Un'attività economica non deve determinare un maggiore impatto negativo al clima attuale e futuro, sull'attività stessa o sulle persone, sulla natura o sui beni.
Un sistema ibrido efficace comprende un supporto artificiale che riduce la compattazione del terreno, fornisce un punto di ancoraggio per le radici, riduce l'evaporazione dell'acqua e fornisce un effetto isolante che attenua gli sbalzi di temperatura nel substrato di crescita inferiore per proteggere le radici che aggregano tutto insieme. Inoltre, comprende un substrato filtrante con ammendanti minerali e un sistema di drenaggio per assorbire rapidamente dalla superficie ma, allo stesso tempo, trattenere e immagazzinare l'acqua piovana per riutilizzarla direttamente per la crescita dell'erba. Tutti elementi che garantiscono la resilienza ai cambiamenti climatici nonostante l'uso frequente del campo per partite e allenamenti.
Il sistema non subisce danni da alluvione e, in caso di siccità prolungata o di caldo eccessivo, è facilmente recuperabile senza subire danni irreversibili perché la fibra è protetta dall'erba in superficie e, anche se può subire qualche danno, il campo rimane giocabile e il prato è facile da rigenerare.
Nei campi completamente sintetici, invece, gli allagamenti possono facilmente rimuovere l'intaso e persino spostare il tappeto, il calore eccessivo causa l'invecchiamento prematuro della fibra sintetica riducendo la resistenza ai raggi UV e la siccità può rendere l'intaso organico idrofobo e più suscettibile al calpestio.
Un'attività economica non deve essere dannosa per il buono stato dei corpi idrici (superficiali, sotterranei o marini) e determinare il deterioramento qualitativo o la riduzione del potenziale ecologico.
Il sistema ibrido naturale non contiene granuli di gomma che potrebbero inquinare i corpi idrici superficiali in caso di inondazione e presenta una ricca vegetazione erbosa che, nonostante il frequente calpestio, impedisce l'erosione del sistema e favorisce la ricarica dei corpi idrici con acqua pulita. In combinazione con la manutenzione ecologica, si fa un uso limitato di pesticidi e fertilizzanti sintetici, evitando l'inquinamento delle falde acquifere. Inoltre, l'attività biologica e la sostanza organica vengono aumentate trattenendo nella rizosfera una quantità maggiore delle prime piogge, contribuendo a ripristinare il ciclo naturale dell'acqua, riducendo l'evaporazione e la necessità di irrigazione supplementare.
Nei campi completamente sintetici, invece, il materiale di riempimento è steso sciolto sulla superficie; il supporto del tappeto artificiale ha una quantità limitata di fori (circa 70/mq) per cui, in base al peso specifico, i granuli prestazionali tendono a galleggiare e ad essere trasportati con l'acqua in caso di forti piogge. Il tappeto artificiale poggia sul terreno grazie al peso dell'intaso e, in caso di alluvione, il sistema può subire danni a causa dello spostamento del tappeto e dell'intaso. L'attività biologica è bassa e, secondo gli esperti, richiede una sanificazione ogni due mesi, mentre l'acqua applicata con l'irrigazione evapora rapidamente nelle giornate di sole. Il sottofondo è progettato con aggregati drenanti e sabbia frantumata in superficie che, se funziona correttamente, tende a trasportare l'acqua piovana direttamente in fogna, gravando sulla portata della rete fognaria comunale. In caso di calcificazione della sabbia dell'ultimo strato di sottofondo, si ha un aumento del flusso superficiale sul tappeto artificiale, che favorisce la fluttuazione dell'intaso.
Leggendo la normativa abbiamo estratto quanto ritenuto pertinente ai campi sportivi: l’articolo 12 del regolamento UE 2020/852 cita quanto segue:
GLI ESPERTI CONCORDANO
Un'attività economica non deve portare a significative inefficienze nell'utilizzo di materiali recuperati o riciclati, ad incrementi nell'uso diretto o indiretto di risorse naturali, all’incremento significativo di rifiuti, al loro incenerimento o smaltimento, causando danni ambientali significativi a lungo termine.
Un sistema ibrido efficace deve puntare a zero rifiuti, ridurre la necessità di estrazione e produzione di materiali e, ove possibile, privilegiare l'uso di prodotti riciclati, riciclabili o rinnovabili provenienti da fonti sostenibili. Inoltre, deve prevedere l'estensione della vita utile del sistema integrando un piano di manutenzione efficace e rispettoso dell'ambiente per l'intero ciclo di vita del sistema, ridurre i rischi di danni e i costi associati alla manutenzione non programmata e, al termine della sua vita utile, prevedere il riutilizzo del sistema e/o dei suoi vari componenti nelle vicinanze del sito di installazione.
Sui campi completamente sintetici, invece, il riutilizzo della sabbia di intaso è difficile perché, alla fine del suo ciclo di vita, la sabbia si mescola alla gomma durante la rimozione del sistema. Per poter riutilizzare la sabbia nel nuovo sistema, dopo la separazione dalla gomma, che dovrà essere obbligatoriamente rimossa da tutti i campi erbosi sintetici entro il 16 ottobre 2031, essa dovrà essere separata, essiccata attraverso la lavorazione in impianti complessi e poi ricertificata, il che renderebbe il suo costo esorbitante. Alla fine del suo ciclo di vita, il tappeto sintetico non ha valore commerciale, né tantomeno un uso sicuro per l'ambiente, quindi, non è riutilizzabile perché la fibra perde la sua resistenza ai raggi UV dopo 1.300 Kly di esposizione al sole e può facilmente rompersi, producendo microplastiche. Il riciclaggio dei tappeti artificiali è complesso e costoso anche perché il più delle volte include adesivi termoindurenti come il lattice o il poliuretano per fissare le fibre al supporto, che rendono impossibile la fusione di tutto il materiale.
Estraendo quanto ritenuto pertinente ai campi sportivi, l’articolo 13 del regolamento UE 2020/852 cita quanto segue:
GLI ESPERTI CONCORDANO
Nota bene: cliccare per approfondimenti sui principi dell'economia circolare.
Un'attività economica non deve determinare un aumento delle emissioni di inquinanti nell'aria, nell'acqua o nel suolo.
Un sistema ibrido efficace deve ridurre l'inquinamento derivante dall'uso di fertilizzanti e pesticidi di sintesi, applicando i principi dell'agricoltura rigenerativa che, inoltre, rende le piante più produttive, resilienti e favorisce un rapido recupero da un frequente calpestio. In questo modo, si possono ottenere risultati ottimali senza l'uso di pesticidi per prevenire o curare le avversità biotiche, perché è noto che con un piano nutrizionale equilibrato, il sistema immunitario delle piante si rafforza per resistere e superare tutti gli stress. Infine, l'erba naturale protegge il terreno dall'erosione e lo purifica attraverso l'attività biologica associata alle radici. Inoltre, agisce come un filtro naturale permettendo alle falde acquifere di ricaricarsi di acqua pulita mentre, attraverso la traspirazione, cattura gli inquinanti e le polveri sottili, purificando l'aria e, per giunta, abbassa la temperatura riducendo l'effetto di isola calda.
Sui campi completamente sintetici, invece, oltre all'inquinamento provvocato dalla dispersione delle microplastiche, vietate dalla recente normative REACH, il sudore, gli sputi ed il sangue dei giocatori deve essere rimosso tramite la sanificazione periodica facendo uso di prodotti chimici. La LND consiglia questa operazione ogni due mesi ma ovviamente dipende dalla frequenza d'uso del campo e dalla frequenza delle piogge.
Estraendo quanto ritenuto pertinente ai campi sportivi, l’articolo 14 del regolamento UE 2020/852 cita quanto segue:
GLI ESPERTI CONCORDANO
Un'attività economica non deve essere dannosa per le buone condizioni e resilienza degli ecosistemi o per lo stato di conservazione degli habitat e delle specie, comprese quelle di interesse per l'Unione.
Il tappeto ibrido comprende un supporto orizzontale sotto forma di rete tridimensionale, in cui sono cucite le fibre sintetiche, il quale favorisce lo scambio gassoso e il passaggio delle radici, ma limita la compattazione del substrato inferiore e la migrazione della sabbia nel supporto per evitare che si intasi. In questo modo, permette alle radici e ai microrganismi associati di proliferare e migliorare la biodiversità indipendentemente dall'uso intensivo della superficie di gioco, creando un ecosistema naturale e resiliente.
Sui campi completamente sintetici è facile capire che il danno alla biodiversità è irreversibile e che l'impatto all'ecosistema è negativo. Se questa è l'unica soluzione praticabile, devono essere previste opere compensative (piantumazione di alberi e costruzione di prati) con un impatto ambientale 2 volte la superficie di verde pubblico attrezzato che viene rimossa per la costruzione del campo sintetico.
Un sistema ibrido innovativo ed efficace, con bassi costi di manutenzione, è il modo per recuperare e migliorare la biodiversità del suolo e avere allo stesso tempo un campo altamente utilizzabile.
Estraendo quanto ritenuto pertinente ai campi sportivi, l’articolo 15 del regolamento UE 2020/852 cita quanto segue:
GLI ESPERTI CONCORDANO