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FAQ 14 Campi e Green washing

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Quando si tratta di sostenibilità ambientale, un termine che viene contrapposto spesso è "green washing". A cosa si riferisce esattamente? E come si manifesta il green washing negli impianti sportivi con prato naturale o sintetico?

Introduzione al Greenwashing e la sua manifestazione negli impianti sportivi

In un'epoca in cui la sostenibilità ambientale sta divenendo una questione sempre più importante, si evidenzia spesso un fenomeno noto come "Green Washing". Questo termine, nato dalla combinazione delle parole "green" (verde, riferito alle iniziative ecologiche) e "whitewashing" (traducibile come insabbiamento o depistaggio), fa riferimento a una pratica di marketing molto diffusa di manipolazione dell'informazione al fine di apparire più rispettosi dell'ambiente di quanto si sia in realtà.

L'obiettivo del green washing è convincere il pubblico che un'azienda o un'organizzazione siano eco-friendly e impegnate per la sostenibilità ambientale, anche quando queste asserzioni non corrispondono alla realtà. Questo viene fatto attraverso varie tecniche, tra le quali l'uso di colori, immagini e simboli legati all'ambiente, termini ambigui o fuorvianti, e persino la falsa affermazione di premi e riconoscimenti ambientali.

Greenwashing negli impianti sportivi

Nell'industria sportiva, il green washing può manifestarsi in vari modi. Un esempio molto comune è l'affermazione che “un impianto sportivo è ecologico perché utilizza un prato sintetico invece di uno naturale perché si risparmia l’acqua per l’irrigazione, e l’uso di pesticidi e concimi sintetici”. Tuttavia, questa affermazione può nascondere la realtà che anche i campi sintetici hanno bisogno irrigazione, sanificanti e materiali di reintegro del riempimento. Inoltre, la produzione e lo smaltimento di prati sintetici può avere un impatto significativamente più elevato sull'ambiente rispetto a quello di un prato naturale.

I prati sintetici sono prodotti principalmente utilizzando materiali plastici, i cui processi di produzione emettono enormi quantità di anidride carbonica e richiedono molta energia. Inoltre, una volta che il prato sintetico ha raggiunto la fine della sua vita utile, diventa un rifiuto difficile da smaltire e non biodegradabile, contribuendo all'inquinamento dei rifiuti di plastica.

D'altra parte, mentre i prati naturali richiedono più irrigazione e manutenzione, in compenso, assorbono l'anidride carbonica dall'aria e rinfrescano l’aria, contribuendo a ridurre le isole di calore e l'effetto serra. Inoltre, a differenza del prato sintetico, il prato naturale è completamente biodegradabile alla fine della sua vita utile.

Falsi amici dell'ambiente

Un altro esempio di green washing negli impianti sportivi è l'affermazione che le strutture siano costruite con materiali "verdi" o "sostenibili". Tuttavia, senza una chiara definizione di cosa significhino questi termini, può essere difficile per il pubblico capire se una struttura è veramente eco-friendly. In alcuni casi, le affermazioni sulla sostenibilità possono riferirsi solo a una piccola parte del progetto, mentre il resto potrebbe non essere affatto sostenibile.

Dal greenwashing all'azione reale

L'industria sportiva ha un grande potenziale per guidare il cambiamento verso la sostenibilità ambientale, ma è importante che i passaggi vengano fatti in modo autentico e trasparente, senza cadere nella trappola del green washing. È importante avere normative e standard chiari per determinare cosa costituisce una vera iniziativa verde, e le organizzazioni dovrebbero essere tenute a seguire queste linee guida.

In conclusione, mentre il green washing può sembrare uno strumento di marketing efficace, può anche minare la fiducia del pubblico e impedire i progressi reali verso la sostenibilità ambientale. Con una maggiore consapevolezza e una migliore regolamentazione, possiamo sperare che l'industria sportiva possa diventare un vero campione della causa ambientale.

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