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Ecologica e conveniente

Non possiamo parlare di ecologia e di progetti green senza misurare l'impatto sulla salute delle persone e sull'ambiente. POWERgrass è un sistema che non contiene fluorochimici e non richiede una sostituzione perentoria finché viene coltivata l'erba naturale. L'erba naturale offre molteplici vantaggi al giocatore ma anche all'ambiente perché cattura le polveri sottili, la CO2 e produce ossigeno. Il sistema assorbe rapidamente l'acqua piovana prevenendo allagamenti, trattiene quella necessaria per la crescita, recupera quella in eccesso per uso irriguo e favorisce la ricarica delle falde acquifere con acqua filtrata naturalmente.

Le preoccupazioni ambientali da parte delle istituzioni

il giornalismo d'inchiesta in Olanda scopre il malaffare del riciclo dell'erba sintetica 

Nel frattempo, oggi il mercato si sta orientando verso sistemi di campi in erba artificiale più rispettosi dell'ambiente, perché le preoccupazioni sull'impatto ambientale delle microplastiche hanno stimolato un'ampia ricerca che ha prodotto un rapporto dell'Agenzia Chimica Europea (ECHA) su come ridurre le emissioni nell'ambiente. Il rapporto stima che ogni anno nell'UE/SEE vengano utilizzate circa 50.000 tonnellate di microplastiche e che circa 42.000 tonnellate vengano rilasciate nell'ambiente (comprese le emissioni del materiale di riempimento utilizzato per l'erba artificiale, che potrebbero raggiungere le 16.000 tonnellate all'anno). Nel gennaio 2019, l'ECHA ha proposto un'ampia restrizione, entro un periodo di 6 anni, sull'uso intenzionale di microplastiche nei prodotti immessi sul mercato dell'UE/SEE per prevenire o ridurre il loro rilascio nell'ambiente. Si stima che questa soluzione potrebbe ridurre le emissioni di almeno il 70% e impedire il rilascio di 500.000 tonnellate di microplastiche nei 20 anni successivi alla sua introduzione.

L'ultima crisi a causa di COVID-19 ha puntato un riflettore verso la direzione dell'ambiente. Le norme CAM (Criteri Ambientali Minimi) iniziano a fare presa in tutte le opere pubbliche, nel nuovo modo di fare impresa e nella nostra vita quotidiana. I governi offrono incentivi sostanziosi a chi oggi si avvia verso progetti, prodotti e modelli di business seguendo i principi dell'economica circolare. Non è sufficiente integrare la parola "ecologico" oppure "sostenibile" davanti ad un prodotto o un processo per introdurlo nel mercato. Bisogna tracciare la sua impronta ecologica durante la sua fase di produzione, la manutenzione ed i processi messi in atto di chi, cosa, perché, quando e dove si intende smaltire i residui. Ad ogni progetto di realizzazione vanno sviluppati e finanziati anche i costi connessi alla successiva manutenzione, il consumo delle risorse naturali, lo smaltimento oppure la produzione di un sottoprodotto a fine ciclo di vita con l'obiettivo strategico di produrre occupazione nei processi circolari e migliorare l'ambiente.

Nasce quindi l'esigenza di un manto erboso ibrido che abbia un miglior impatto ambientale ma che allo stesso tempo offre un campo resistente e riduce la manutenzione, per fornire anche un interesse economico agli investitori, per porre un rimedio a queste problematiche e offrire una vera alternativa all'erba sintetica. Senza dubbio l'erba sintetica migliora il numero di ore di utilizzo di gioco e semplifica la manutenzione ma, produce un impatto ambientale negativo, deleterio in assenza di controlli, minor sicurezza agli atleti e snatura persino la qualità di gioco.

La pianificazione strategica della gestione del territorio deve prevenire la produzione di rifiuti

Radiazione solare annua in kilo LangleyRadiazione solare annua in kilo Langley

Nonostante lo sviluppo negli ultimi anni di prodotti di qualità più elevata, nella migliore delle ipotesi un campo in erba sintetica non supera i 10 anni di vita. I filati sintetici esposti al sole si deteriorano oltre il 50% in circa 3,5-4,5 anni, che si riferisce al raggiungimento di 650 kLy (kilo Langley) di esposizione alle radiazioni solari.

Allo stesso tempo, nei sistemi dei manti sintetici di ultima generazione, viene promosso l'intaso organico per simulare il terreno naturale e mantenere fresca la superficie, ma l'evaporazione dell'acqua è comunque molto più elevata rispetto al manto erboso naturale. La bassa densità dei componenti organici li rende facilmente asportabili dal vento e dall'acqua piovana quindi è necessario reintegrare il materiale mancante, tutti gli anni, per mantenere le caratteristiche prestazionali del sistema e prolungare la durata.

Rimuovere il vecchio manto sintetico e trasportarlo in una discarica autorizzata ha un costo di circa 30.000 € ed in futuro si prevede un aumento dei costi a causa della diminuzione delle discariche. Il conferimento dei vecchi campi nelle discariche è un problema serio e mal gestito, perché spesso le infiltrazioni mafiose sono nell'ordine del giorno.

Tenuto conto dei costi di gestione per il ciclo di vita di un campo ibrido in 20 anni ed il numero di ore reali di utilizzo, facendo un puro calcolo matematico, osserviamo anche la grande convenienza economica del sistema POWERgrass rispetto ai campi naturali e persino rispetto ai campi sintetici che troviamo nella gamma di maggior prestigio.

L'erba ibrida POWERgrass è ecologica

L'erba spuntata a 7 giorni dalla seminaL'erba spuntata a 7 giorni dalla semina

La luce solare (radiazione) e il calore sono i fattori principali che portano al degrado dei polimeri. In genere la radiazione dannosa è la componente UV (290-300 nm). L’assorbimento della luce UV provoca rottura di legami C-H e C-C, formazione di radicali liberi con conseguente calo di peso molecolare del polimero, assorbimento di ossigeno e comparsa di nuovi gruppi chimici (colorazione, idrofilia). Nei fluoropolimeri il legame C-F è più stabile e non si rompe con la luce UV. Quindi maggiore è il contenuto di fluoro del polimero migliore è la sua stabilità agli esterni. Tuttavia negli ultimi decenni le preoccupazioni sulla salute dei fluorochimici ha costretto l'industria di eliminarli dal loro utilizzo. E' impressionante la maxi multa della EPA (Environmental Protection Agency) alla Dupond nel 2005

Nel manto ibrido usato nel sistema POWERgrass non sono presenti fluorochimici anche perché sono protette dall'erba naturale e finché viene mantenuta costantemente, le fibre sintetiche non sono esposte al sole quindi non subiscono l'invecchiamento a causa della foto-ossidazione dei raggi UV del sole.

Il manto ibrido POWERgrass mitiga l'impatto ambientale durante la coltivazione dell'erba naturale

Il prato naturale è la parte predominante in POWERgrass mentre il manto sintetico è quasi impercettibile all'atleta. Il prato naturale contribuisce a prevenire la erosione del suolo, abbassare la temperatura e purificare l'aria dalle polveri sottili, filtrare l'acqua piovana, catturare l’anidride carbonica CO2 e produrre ossigeno O2

Sequestrando il carbonio nel terreno il sistema offre un notevole impatto ambientale positivo perché è noto che i prati sono in grado di sequestrare ovunque da 25,4 a 204,3 g C/m2/anno (Zirkle et al., 2011); il POWERgrass ottimizzando il potenziale di fotosintesi con l'insegnamenti dell'agricoltura rigenerativa sequestra maggiormente il carbonio nel terreno. Il nostro obiettivo è che, entro due anni dall'installazione, ogni campo benefici della propria biologia del suolo e si possano ridurre gli input di fertilizzanti.

Il manto erboso naturale evita l’inquinamento delle falde acquifere. Lo scambio gassoso e quello degli elementi nutritivi avviene nella zona di habitat del manto naturale e dei microrganismi senza dilavamento ed inquinamento delle falde acquifere. Studi scientifici dimostrano che una superficie di terreno incolta presenta una maggior concentrazione di nitrati nel sottosuolo rispetto ad un prato ben concimato.

Integrando l'ammendante speciale ZOEsand, si preservano le condizioni di gioco anche sotto la pioggia e si ottimizzano le condizioni di crescita del prato sottoposto allo stress di un calpestio intensivo. Con una gestione attenta dell'acqua per l'irrigazione si risparmia la risorsa più preziosa e si rinforza il manto erboso naturale che in questo modo diventa più resistente agli stress ambientali.

Il costo diretto è equivalente ad un campo sintetico ma il governo idraulico è efficace e si risparmia l'acqua per l'irrigazione 

Comparazione erba naturale, rinforzata, sintetica e ibridaComparazione erba naturale, rinforzata, sintetica e ibrida

Considerando il costo complessivo di ammortamento ed accantonamento per la manutenzione straordinaria per rifare periodicamente un campo da gioco - ogni 10 anni per un sintetico (perentorio) e 20 anni per un ibrido (non obbligatorio) - ed il costo per la manutenzione ordinaria abbiamo una incidenza di annua molto simile.

Nel POWERgrass, la manutenzione ordinaria deve essere costante ma è ridotta rispetto ad un campo naturale perché non si formano le buche ma è superiore rispetto ad un campo sintetico perché richiede concimi, sementi, la vernice per le righe e l'acquisto di attrezzature più professionali. Tuttavia, a fronte di un investimento iniziale per l'acquisto delle attrezzature, che può rientrare nel piano degli investimenti, se la manutenzione viene eseguita con regolarità, si possono evitare gli interventi straordinari per il reintegro dell'intaso di un campo sintetico oppure per la sostituzione delle zolle di un campo naturale.

Il piano di ammortamento un campo sintetico dura circa 10 anni a nord Italia e 8 anni a sud mentre un campo ibrido, ben congegnato e mantenuto offre la possibilità di ammortizzare l'investimento a 20 anni. Nel caso di finanziamento a lungo termine anche le restanti opere (illuminazione, recinzione, spogliatoi, tribune) beneficiano ad un piano di ammortamento più lungo.

L’erba naturale agevola il governo idraulico del territorio perché è in grado di assorbire una elevata quantità di acqua nel substrato sabbioso a seguito di forti precipitazioni e trattenere l’acqua libera sospesa tra i mesopori del substrato, per merito delle forze capillari fino alla completa saturazione del substrato. Soltanto quando le forze di gravità prevalgono alle forze capillari nel substrato, l’acqua in eccesso si trasferisce negli strati drenanti mitigando così la velocità di deflusso dell’acqua piovana verso gli scarichi. Si suggerisce l’installazione di ampie vasche di accumulo dell’acqua piovana che una volta filtrata e depurata dall’erba naturale, potrà essere usata nuovamente per l’irrigazione evitando di prelevare l’acqua potabile di falda.

Risparmio indiretto per un campo da gioco sostenibile facile da controllare

Se mettiamo in conto il risparmio indiretto sull'impatto ambientale così come i rischi da intemperie allora il sistema ibrido POWERgrass vince sempre perché preservare la salute e prevenire i danni è la migliore polizza assicurativa che possiamo fare.

Ad esempio in un campo sintetico, le spazzolature frequenti dell’intaso in gomma di un campo sintetico sono necessarie per sollevare le fibre e ridistribuire i granuli di gomma ma, favoriscono la produzione di polveri sottili e microplastiche. Investendo nel campo ibrido anche la nostra salute ci guadagna perché al posto delle spazzolature del sintetico si taglia l'erba naturale rilasciando il piacevole profumo dell'erba appena tagliata.

L’erba naturale nel sistema ibrido POWERgrass, previene il rischio di erosione del suolo dovuto ad improvvise intemperie che provocano allagamenti, perché le sue radici stabilizzano l’intaso sabbioso insieme al manto ibrido ed il sottofondo. Contrariamente, quando un campo sintetico si allaga i danni possono essere ingenti perché, in base alla tipologia d'intaso, può asportare una buona parte con sè l'acqua che defluisce sopra il manto e, in alcuni casi, può sollevare il persino il manto piegandolo che rende ogni riparazione complicata ed onerosa.

La manutenzione del POWERgrass è semplice da eseguire e controllare perché l'erba reagisce subito. Questo richiede quindi serietà nella gestione del campo e nella manutenzione ed offre la possibilità di fornire una certificazione ambientale positiva durante tutto il periodo della gestione. A fronte di questo impegno il gestore non corre il rischio di dover sostituire il campo al termine della gestione, come tante convezioni richiedono e tanto meno il Comune si trova nella difficoltà di dover gestire un campo inagibile perché il sistema non richiede una sostituzione perentoria. Infatti, è sufficiente una semina e qualche concimazione per rigenerare il campo e consegnarlo ancora fruibile e migliore rispetto a prima. 

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