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Il campo sportivo in erba sintetica, negli ultimi anni, simula sempre di più il gioco sull’erba naturale, con l’utilizzo di materiali organici d’origine vegetale come il sughero ed il cocco miscelati con la gomma che trattengono l’umidità ed offrono un pavimento più fresco e più stabile allo stesso tempo, ma non bisogna dimenticate che un bel campo sintetico deve essere realizzato su idoneo sottofondo stabile e planare che faccia defluire rapidamente l’acqua piovana.

I giocatori amano giocare sull’erba naturale ma, spesso la scelta spesso ricade nel campo in erba sintetica per aumentare il numero di ore d’uso durante la stagione agonistica e/o in quei casi in cui la crescita dell’erba naturale è limitata. D’altronde, considerando la prima regola per il gioco sicuro: il terreno di gioco deve essere planare un campo di erba sintetica è molto meglio di un campo in erba naturale con una superficie di gioco irregolare e con la presenza di buche pericolose.

L’erba sintetica rappresenta la soluzione ideale per le superfici da gioco molto intensivo, soprattutto in quelle strutture dove la manutenzione è saltuaria e/o sono carenti di personale qualificato per la cura dell’erba naturale. La manutenzione dell'erba sintetica è più facile e non richiede personale qualificato.

Negli ultimi anni la ricerca e lo sviluppo di fibre artificiali sempre più simili all’erba naturale i materiali d’intasamento sempre più “ecologici” fanno assomigliare sempre di più la superficie da gioco in erba sintetica a quella in erba naturale ed hanno contribuito alla realizzazione di numerosi nuovi campi.

La nostra società ha avuto l’opportunità di collaborare con i principali produttori Italiani ed esteri, costruire oltre 130 campi, valutare e scegliere la partnership con una azienda, tutta Italiana, la prima ad avviare la produzione in Europa, leader in Italia, un passo avanti sempre rispetto alle concorrenti.

Nell 2013, come tutti i settori anche il mercato dell’erba sintetica è in forte crisi. Solo chi dispone idee e prodotti innovativi riesce a mantenere una percorso stabile.

Un manto con fibre sintetiche innovative, robusti, resilienti e morbide, con un backing riciclabile e l'intaso prestazionale più fresco e stabile, posato su un sottofondo consistente che faccia drenare via l'acqua sono le prerogative di un bel campo in erba sintetica.

Tutte le opzioni del mercato

Per individuare il materiale adatto per ogni situazione è bene conoscere alcune variabili che possono vincolare o meno le Vostre scelte in funzione alla destinazione d’uso e il budget a disposizione.

La prima scelta riguarda l’altezza della fibra dell’erba sintetica. Oggi nel mercato troviamo manti sintetici di varie altezze, a partire dai 6 mm per l’erba decorativa ad arrivare a 70 mm per il gioco Rugby con tutti gli intervalli intermedi: 6, 11, 15, 20, 25, 30, 35, 40, 45, 50, 55, 60, 65 e 70 mm. Ad esclusione del manto da 6 mm usato prevalentemente per l’arredo, tutti gli altri manti artificiali sono studiati per svolgere diverse discipline sportive.

L’erba da 11 mm viene usata per il Hockey, quella da 15 mm per il tennis, quelle da 20 e 25 mm per i campi polivalenti (calcio e tennis) e sono tutti intasati con la sabbia silicea.

I manti di ultima generazione con gli spessori da 40 ai 60 mm sono studiati principalmente per il gioco calcio. Le altezza invece da 65 e 70 mm sono studiate per il gioco del Rugby.

Ricordare sempre per più alta è l’erba più materiale di intaso viene usato, più “elastico” diventa il pavimento.

Osservando un manto sintetico è bene comprendere che l’altezza e qualità della fibra sintetica sono importanti perché nel suo interno devono contenere l’intaso stabile e garantire una maggior durata. Una fibra di altezza maggiore contiene più intaso prestazionale che permette di affondare meglio i tacchetti delle scarpe del giocatore ed allo stesso tempo ha una vita più lunga considerando che il consumo è progressivo dall’alto verso il basso perché è più esposto al sole. Per esempio in un tipico manto artificiale da 60 mm i primi 12-15 mm sono intasati con sabbia per rendere stabile il manto sintetico e gli ultimi 15 mm devono sporgere in superficie per dare l’aspetto verde, perciò restano 30-33 mm in mezzo i quali sono riempiti con l’intaso prestazionale per sostenere il giocatore. Quando la parte superficiale inizia a consumarsi, man mano si abbassa lo spessore del manto per farlo durare qualche anno ancora.

La seconda scelta riguarda la tipologia del filato d’erba.

Con l’introduzione dei manti artificiali nel mondo del calcio, l’attenzione si è spostata ai campi sintetici. Tanti nuovi progetti sono stati realizzati in breve tempo. La concorrenza tra i produttori italiani ha permesso l’introduzione di nuovi prodotti, qualitativamente superiori agli standard Europei, iniziando con il filati singoli (il mono-filo) a sostituzione del vecchio fibrillato, successivamente il mono-filo è diventato più spesso, >250 micron invece di 100 micron, più morbido in polietilene invece di polipropilene e resiliente con nervature per mantenere una posizione eretta.

L’esperienza ci ha insegnato che le fibre sintetiche piatte non sono resilienti e restano sdraiate sulla superficie ma anche quelle con nervature centrali oppure multiple molto spesso tendono a spezzarsi dopo pochi anni.

Negli ultimi 3-4 anni la ricerca di alcuni produttori di fibre sintetiche ha sviluppato due tipologie molto promettenti che abbiamo selezionato per offrire maggiore qualità e durata più lunga:

  • una robusta e compatta fibra sintetica a forma ellissoidale biconvessa di 350 micron nella parte centrare, resiliente ma allo stesso tempo morbida al tatto che offre possibilità di gioco migliore senza deviazione del pallone; il controllo della palla è migliore anche su terreno bagnato e si privilegia la sicurezza dei giocatori mantenendo poco abrasivo il manto artificiale,
  • in alternativa una fibra sintetica a forma di S, con spessore omogeneo su tutta la larghezza della lamina che offre una maggiore capacità coprente della superficie e trattiene meglio l'intaso che mantiene il giusto equilibrio tra resistenza, resilienza e morbidezza, offrendo un valore estetico simile ad uno stadio in erba naturale.

La terza scelta riguarda la la tipologia del backing dell’erba sintetica.

Oltre la fibra nel manto sintetico un aspetto importante riveste il backing, il supporto delle fibre sintetiche. Il backing è composto da un supporto primario, di solito un geotessile in polipropilene laddove vengono trapuntate (tufting) le fibre sintetiche ed un supporto secondario per bloccare (tuft lock) le fibre sintetiche al supporto primario, di solito un collante in lattice di SBR o poliuretano che offre una adesione maggiore che comunque deve essere superiore ai 30 N.

La maggior parte dei produttori qualificati oggi offrono prodotti di qualità equivalenti, indipendentemente dalla tecnica adottata. Tuttavia, in tema di eco-compatibilità è noto che il lattice in gomma e il poliuretano sono termoindurenti perciò è impossibile fonderli per riciclare il manto sintetico a fine ciclo di vita. Esiste però un nuovo metodo che usa una mescola di gomma termoplastica e polietilene al per saldare le fibre sintetiche al supporto primario che garantisce i parametri minimi di saldatura (tuft lock) e rende il manto sintetico totalmente riciclabile poiché è possibile fonderlo ed disporlo per altri usi industriali.

Per questo motivo abbiamo selezionato nella nostra offerta, il backing per l’erba sintetica riciclabile per limitare i danni all’ambiente a fine ciclo di vita del manto sintetico in linea con i principi della Green Economy.

La quarta scelta riguarda la tipologia d’intaso prestazionale.

Il manto sintetico viene di norma riempito con la sabbia, nota anche come intaso di stabilizzazione, necessaria per fermare il manto artificiale sul terreno. Quelli con altezza spessore ai 40 mm dopo il primo strato di sabbia, sono riempito con granuli elastici, noti come intaso prestazionale per rendere più morbida la superficie e consentire la interazione dei tacchetti delle scarpe del giocatore con la superficie da gioco. La tipologia d’intaso prestazionale riempie il manto artificiale lasciando sporgere fuori terra il filato per circa 12-15 mm, lo mantiene in posizione verticale e protegge anche il filato artificiale dall’usura del gioco calcio. Le varie tipologie d’intaso prestazionale impiegate negli ultimi anni hanno avuto una evoluzione ancora più importante rispetto ai filati d’erba. Oggi sono disponibili diversi tipi, riepilogati in seguito nell’ordine in cui sono stati introdotti nel mercato:

  1. i granuli in gomma SBR, di pneumatici riciclati, che hanno fatto parlare tanto i giornali per l’effetti pericolosi per la salute, non sono più ammessi nel regolamento LND,
  2. i granuli in gomma vergine di primo utilizzo in EPDM (rif. LND n. 2) oppure in termoplastico (rif. LND n. 1), hanno un costo elevato ma non sempre corrispondono ad valore aggiunto in termine di qualità,
  3. i granuli di gomma SBR nobilitati, (rif. LND n. 5) i pneumatici riciclati, rivestiti con una resina poliuretanica per inibire il rilascio di polveri nocivi. Il materiale più resistente al calpestio e il più economico ammesso nel regolamento LND,
  4. le miscele di materiale organico vegetale rivestito con le resine poliuretaniche (rif. LND n. 4), poco diffuso nel mercato di cui si sa veramente poco,
  5. le miscele di materiale organico vegetale con granuli di gomma SBR nobilitati (rif. LND n. 3) nella misura massima del 30% che riteniamo sia un giusto compromesso tra durata e comfort,
  6. le miscele di materiale organico vegetale puro al 100% che richiedono una manutenzione elevata per il dissodamento del materiale organico che si compatta ed il reintegro della parte che si degrada nel tempo e/o vola via con il vento. (rif. LND n. 6),

Esperienza nel corso degli anni ha rivelato che la gomma termoplastica sembra essere facilmente compattata e forma un blocco unico mentre, d'altra parte il rimbalzo della gomma SBR è eccessivo ed il cattivo odore non viene eliminato nemmeno con il rivestimento. Per quanto concerne l'intaso prestazionale 100% organico vegetale galleggia facilmente durante forti precipitazioni, conserva eccesso di acqua durante l'inverno e la maggior parte si degrada facilmente dall'attività biologica e dal calpestio dei giocatori, mentre nei climi secchi abbisognano di grandi quantità di acqua per mantenerli umidi, stabili sulla superficie ed evitare loro di essiccarsi e diventare polvere. Nei climi caldi tutti loro hanno bisogno di grandi quantità di acqua per raffreddare e/o per evitare l’essiccamento.

La miscela Geofill, è un ottimo compromesso: utilizza materiale organico rinnovabile di sughero e cocco, miscelato con la gomma nobilitata e rientra nella categoria d’intasi LND n. 3. e coniuga resistenza al calpestio e consistenza per garantire stabilità e ritorno d’energia al giocatore. Un granulo che non teme il gelo invernale ma allo stesso tempo trattiene l’umidità necessaria per abbassare la temperatura d’estate rispetto ad altri intasi in gomma. Una miscela centrata che mantiene le proprietà prestazionali durante l’anno. Un prodotto studiato per durare a lungo che li abbiamo attribuito il voto migliore per il rapporto qualità/prezzo.

Una alternativa migliore oggi è la risposta alle esigenze del mercato.

La richiesta del mercato di manti in erba sintetica con l’intaso con granuli organici vegetali al 100% è molto elevata anche perché piace dal punto di vista ecologico, l’interazione del piede del giocatore con il terreno “naturale” e durante l’estate trattiene meglio l’acqua rispetto alla gomma ed il sughero.

Negli ultimi anni abbiamo visto una ricca proposta nel mercato di granuli organici realizzati da materiale vegetale di cocco, lolla di riso, corteccia di pino, tutolo di mais etc. che hanno tutti in comune: a) la scarsa resistenza all’usura e diventano polvere che viene asportata con vento e l’acqua b) galleggiano in caso di forti temporali e vengono trasportati con lo scorrimento orizzontale dell’acqua c) si degradano con tempo e d) richiedono consumi d’acqua per l’irrigazione maggiore, rispetto ad un prato in erba naturale per mantenere le proprietà fisiche prestazionali.

Per questo motivo è nata l’idea dell’erba mista naturale e sintetica PowerGrass dove il presunto “intaso prestazionale” è l’erba naturale che offre tutti i preghi del gioco sul prato naturale e la stabilità del prato sintetico.

Nel prato ibrido PowerGrass, la componente organica è viva e si rigenera tutti gli anni e la parte ammortizzante è dovuta all’erba naturale. Il cocco viene miscelato con la sabbia in misura minima (circa il 15%) come ammendante organico per sostenere la crescita dell’erba naturale nel primo periodo come accade nei prati naturali. Il sughero viene miscelato con la sabbia ed il cocco per offrire un substrato più morbido con effetto ammortizzante ideale, resistente al compattamento, più drenante e mitiga gli sbalzi della temperatura nel substrato di crescita durante il caldo estivo ed il freddo invernale. Il tutto è stato studiato per sostenere meglio la crescita dell’erba naturale ed il giocatore nelle sue azioni che sono più sicure e più spettacolari.

Il prato ibrido PowerGrass, intende offrire un nuovo standard per le costruzioni dei campi da gioco. Per garantire una superficie da gioco sempre giocabile ed un terreno da gioco planare è possibile giocare con o senza erba naturale, trasformando il campo da tutto sintetico in tutto naturale in circa 4-8 settimane e da tutto naturale in tutto sintetico in circa 2 settimane.

Nel nostro studio abbiamo fatto una stima d’uso di un campo di calcio a 11 per 20 partite (18 partite in casa per il campionato e 2 amichevoli) da 2 ore circa compreso il riscaldamento e di 80 allenamenti (due allenamenti alla settimana) da 1,5 ora per ogni squadra di calcio per un totale di circa 160 ore per ogni squadra a stagione. Valutando che potenzialmente una società di calcio dispone circa 6-7 squadre abbiamo un fabbisogno di circa 960-1120 ore ed ciò che possiamo garantire oggi con il PowerGrass con buoni standard di qualità e risparmio.

Nel nostro studio abbiamo calcolato il costo medio per ora di utilizzo con la formula "tutto incluso" per la costruzione, la manutenzione, i consumi energetici e l’accantonamento per rimozione e la ricostruzione di un campo in erba sintetica, tenuto conto di un regolare utilizzo di 1120 ore di utilizzo per il PowerGrass ed il fabbisogno massimo e di 600 ore di limite massimo per il campo naturale. Il prato ibrido PowerGrass offre un risparmio di circa 32% rispetto al campo dell’erba sintetica e di circa 50% rispetto al campo in erba naturale calcolando le voci di bilancio in un periodo di 20 anni. Questo è uno dei motivi principali perché PowerGrass è una ottima alternativa ai campi interamente artificiali, anche dal punto di vista economico.

Essere consapevoli di quanti benefici offre il prato ibrido PowerGrass, la scelta dell’erba sintetica pura, se avete a cuore la sicurezza dei Vostri giocatori, diventa obbligata laddove l’erba naturale non può cresce mai.

Campo in erba sintetica - Cislago 2011

Campo in erba sintetica, Cislago 2011

 Campo in erba sintetica - Gergei 2013

Campo in erba sintetica, Gergei 2013
Prima di tutto un campo ben fatto si vede da vicino: le fibre elastiche offrono un rimbalzo del pallone corretto senza deviazione.

Campo in erba sintetica fibre sintetiche DIAMOND

Le fibre sintetiche a forma ellissoidale biconvessa unisce resistenza, resilienza e morbidezza

Campo in erba sintetica

Attenzione alle referenze, spesso non è quello che sembra... date una occhiata più vicino qui sotto

 Campo in erba sintetica . fibre consumate e spezzate dopo 3,5 anni

Osservando da vicino si possono notare le fibre sdraiate a terra in gran parte parzialmente spezzate dopo 3,5 anni dall'installazione – Turate 2012

Nei manti interamente artificiali con l'intaso in gomma nera salta ad ogni rimbalzo del pallone.

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